Vincenzo Morra nasce il 27 Novembre del 1941 a Piacenza, da madre piacentina (una Del Forno) e padre molisano, l’avvocato Michele Morra. Passa la sua fanciullezza a Venafro, paese fondato dai Sanniti, nell’entroterra molisano, in provincia di Isernia. 

 

Le attività locali, all’epoca, si fondavano quasi esclusivamente sull’agricoltura e sulla pastorizia.

Morra cresce pertanto in un luogo rurale e ricco di storia, a contatto con la natura ed il folklore, tipico dei paesi meridionali del secondo dopoguerra.

 

Qui è ispirato fortemente dalla natura, dalla storia e dalle tradizioni antiche del luogo. E’ un autodidatta, impara tutto quello che sa da solo. Da autodidatta impara anche il restauro, che diventa parte preponderante dell'attività della sua esistenza.

 

Trasferitosi a Piacenza negli anni ’70, si lega contrattualmente, dopo alcune mostre nel nord Italia, con la Galleria Pallavicini di Firenze, presso la quale lavorano anche artisti come Volpe e Domenici.

Morra viene subito messo a contratto perché, oltre ad essere un paesaggista e un pittore di nature morte e animali, riesce a trattare mirabilmente la figura. Dopo alcuni anni di mostre di successo e viaggi all’estero, i rapporti con la Galleria si incrinano: i galleristi gli commissionano soggetti che il pittore vuole dipingere solo ciò che sente.

Conosce nel frattempo l’antiquario Carini che lo introduce nel mondo del restauro che sarà, da allora in poi, la sua attività prevalente, insieme alla pittura “per sé”.